Interviste

Fare un figlio a 38 anni significa mettere in discussione tutto quello che hai fatto nella vita

21 marzo 2018

Anche una donna forte e determinata può essere travolta dalla nascita di un figlio. Valentina, 41 anni, proprietaria di un’agenzia di comunicazione, ci racconta in questa breve intervista come sono cambiate le sue priorità e come ha dovuto ripensare se stessa:

Organizzo eventi e faccio comunicazione. La mia maggiore soddisfazione è di potermi divertire sul lavoro e di avere la possibilità di non annoiarmi mai. Ho dovuto ridimensionare il mio impegno al lavoro, in termini di tempo e di flessibilità con delle conseguenze ovviamente. Anche il tempo per me stessa e per le mie frequentazioni è cambiato. Tutto il tempo in cui io non lavoro cerco di dedicarlo a mio figlio. Ho scoperto cosa significa amare completamente e mettere una persona davanti a te, sempre e comunque.

 

Quali sono i momenti più gratificanti del tuo essere mamma?

Quando lui raggiunge un risultato, ogni suo sorriso, il contatto fisico con lui, mi sento fiera di lui e ha poco più di due anni! Quando mi chiama mami mi sciolgo.

 

Ci descrivi un momento piacevole trascorso con tuo figlio?

Io credo che il momento dell’allattamento, che c’è ed è un gesto quotidiano, sia un momento speciale, solo nostro, che ci esclude dal resto. Tutte le volte che mi chiede di allattarlo, è un momento non solo piacevole, ma unico ed irripetibile.

 

Nonostante le sfide che ha dovuto affrontare:

Premetto che la settimana della scadenza ero a un evento a spostare poltrone e dirigere allestimenti, ho cercato di non mancare fino all’ultimo, nonostante questo mi sono sentita dire da un cliente ignorante e presuntuoso, che se volevo fare la mamma avrei dovuto pensarci e non fare il mio lavoro

 

Valentina sa essere positiva e disponibile guardando il presente con umiltà e il futuro con fiducia:

Vorrei essere una di quelle mamme che hanno un sacco di cose da insegnare e condividere, mi piacerebbe avere la pazienza di fare attività con lui e scoprire insieme nuove cose. Ora è piccolo, so che arriveranno maggiori interazioni e dovrò essere pronta. Siamo stati al Museo di Storia Naturale ed è stato bello vederlo riconoscere animali, penso che mi piacerebbe organizzare delle piccole avventure assieme a lui.

 

Pensi di poterti definire una “mamma in tour”?

Non ancora purtroppo, perché il mio lavoro è quello che mi tiene “in tour” però se allargo il suo significato il mio viaggio diventa quello quotidiano con Cesare, alla scoperta di cose nuove e di nuove emozioni.